Vedi il sito http://cordis.europa.eu/fp7/energy/about2_en.html
Una saggia decisione o un grande errore?
Siamo fermamente convinti che il vento in quota non solo sia un'enorme risorsa
di energia rinnovabile ed ecologicamente compatibile, ma che possa anche
essere resa disponibile in brevissimo tempo e con poche
innovazioni che utilizzano tecnologie già note.
Durante lo sviluppo di due progetti per la generazione eolica in quota che sono sotto riportati con il nome Rotokite ed Heli Wind Power è stata raccolta una vasta documentazione, che viene illustrata in questo sito, sulle problematiche del settore e sui principali progetti ad oggi sviluppati.
Abbiamo costituito un'associazione no profit con l’obbiettivo di promuovere lo sviluppo di questa risorsa che può avere un impatto importantissimo sul clima e sull’economia, a partire da quella dei paesi più poveri.
I principali strumenti storici del volo, tutti ripresi nei progetti di generazione eolica.
L 'AQUILONE

L'esistenza degli aquiloni viene documentata in testi cinesi a partire da 2800 anni fa. Con il passare del tempo ne sono state esplorate molte delle possibili applicazioni, di cui un'ampia documentazione, comprensiva delle più recenti evoluzioni, è presente su wikipedia al indirizzo:
http://en.wikipedia.org/wiki/Special:Search?search=kite&fulltext=Search
LA MONGOLFIERA

Inventata dai fratelli Montgolfier, è ancora oggi
in uso con applicazioni sportive, il primo volo è del
1783.
L’ aria riscaldata si dilata e diminuisce il suo peso specifico: grazie a
questo principio si possono realizzare strutture che ricevono
dall’atmosfera che le circonda una spinta verso l’alto.
Ampia documentazione all'indirizzo: http://en.wikipedia.org/wiki/Montgolfier
L’ ala di Otto Lilienthal

I fratelli Wright sono passati alla storia come i pionieri del volo ma la loro impresa non sarebbe stata possibile senza gli studi studi e le sperimentazioni sull’ aerodinamica condotte da Otto Lilenthal a partire dal 1891.
http://en.wikipedia.org/wiki/Otto_Lilienthal
L’ ala rotante,
L'AUTOGIRO

http://en.wikipedia.org/wiki/Autogyro
Ecco la loro moderna rielaborazione:
L'ENERGIA DEL VENTO IN QUOTA
| GLI AQUILONI | |
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SkySails Il progetto SAIL POWER , che rende possibile la trazione navi grazie ad una vela in quota, rappresenta il più alto grado di industrializzazione raggiunta negli studi che riguardano le applicazioni del KITE come possibile mezzo per produrre energia. Visualizzare le immagini dei Kitesurf o dei parapendio evidenzia la perfezione di queste strutture aerodinamiche che per il nome vengono associate ad un gioco ma che in realtà sono la più elegante realizzazione aeronautica, con pochi kilogrammi di tela e funi e concesso all’ uomo di realizzare il sogno del volo. Sul sito http://www.skysails.info è presente un'ampia documentazione sul progetto e sono visibili i filmati delle applicazioni realizzate che dimostrano al di la di ogni dubbio il grande interesse che può avere l' approfondire la ricerca sulle possibilità di sfruttare i venti in quota. L’estrema manovrabilità dei kites e il loro
profilo con caratteristiche simili a quelli di un'ala di aereo permette
una veloce movimentazione ed una conseguente captazione
di energia non legata alla dimensione dell’
aquilone ma all’area in cui compie le sue
evoluzioni. . |
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Kite
Wind Generator
Utilizzando lo stesso principio di movimentazione dei kites sono stati sviluppati diversi progetti che generano energia per trazione come quello della Delft University visibile al sito http://www.physorg.com/news137388314.htm
Oppure come il progetto della Kite Gen
per grandissime potenze che mettono in rotazione un grande generatore
ad asse verticale. Visibile al sito:
http://www.kitegen.com/index_it.html |
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RotoKite Il Rotokite è un progetto innovativo proprietà della Sequoia, www.sequoia.it, sviluppato su un'idea di Gianni Vergnano . Esso utilizza profili aerodinamici simili a quelli dei kites posti in rotazione sul proprio asse per emulare le prestazioni di una grande elica che opera in quota.
La rotazione di profili aerodinamici ultraleggeri attorno al proprio asse rende possibilela captazione del vento nell’area di rotazione generando così una forza di trazione sul cavo di vincolo, che aziona, per srotolamento, la puleggia di un generatore posto a terra.Raggiunta la quota prestabilita si interrompe la fase di trazione ed inizia una veloce fase di recupero con chiusura dei profili, fino alla quota di inizio ciclo. Video del funzionamento del RotoKite con audio in inglese Leggi una dettagliata descrizione del funzionamento del RotoKite |
| LA
MONGOLFIERA |
|
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Il progetto MagennL'utilizzo di gas leggeri ha sostituito l'aria calda nei moderni palloni aerostatici, la società Magenn ha realizzato un progetto visibile al sito: La rotazione aziona generatori elettrici installati a bordo e l’ energia prodotta viene inviata a terra con cavo elettrico. La previsione è quella di realizzare sistemi di generazione con potenze variabili da 10 a 1000 kw nel periodo 2009/16. |
| L'ALA FISSA | |
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LADDERMILL Un progetto del prof.Oekels e degli studenti dell’ Università di Delft ipotizza la produzione di energia anziché con aquiloni con ali rigide che alternano fasi ascendenti creando una trazione su cavo alternate a fasi recupero in cui i profili aerodinamici vengono, modificando il loro assetto,fatti scendere rapidamente. Su Youtube è visibile un animazione all’ indirizzo |
| L'ALA ROTANTE | |
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Flying Electric GeneratorIl professore australiano Bryan Roberts ha realizzato un prototipo di generatore eolico che ha denominato Flying Electric Generator(FEG). Il progetto del Prof. Roberts Bryan è stato premiato dal Time come TIME's Best Inventions of 2008 Il progetto e tutta la problematica della generazione in quota è stata molto ben documentata sul sito http://www.skywindpower.com/ww/index.htm Il peso della struttura di captazione e di trasformazione del energia prevede un utilizzo in zone di forte vento o in alta quota. Su Youtube è visibile il volo del primo prototipo all indirizzo |
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L’ Heli Wind Power
Eliminare i generatori elettrici dalla struttura in quota rappresenta un duplice vantaggio : la riduzione del peso ed eliminare la necessità dei cavi elettrici che potrebbero attirare fulmini. Per quanto riguarda la trasmissione di potenza le recenti innovazioni riguardanti il campo delle fibre, permettono di pensare ad un cavo ad anello che operi fra due sistemi di pulegge con ruote multiple interconnesse. Si può determinare così su ogni singolo sistema di puleggia un attrito con il cavo ad anello che evita così lo scivolamento e permette una trasmissione continua di energia. Una sintesi del progetto è visibile aprendo il file sottostante: |
Il mancato sviluppo: Problemi e vantaggi dell’ eolico in quota
- Un problema: i brevetti
Può sembrare strano ma i brevetti sono, a nostro parere, la principale ragione per la quale l'eolico in quota non si è sviluppato.
I molti progetti di utilizzo degli aquiloni o di altre tecniche abbastanza intuitive con il fine di generare energia hanno dato luogo alla registrazione di centinaia di brevetti, a volte molto generici, ma comunque sufficienti a permettere un'azione contro chi spenderà risorse per cercare di verificarne le effettive possibilità di sviluppo.
Si è determinato così nel settore un ambiente del tutto sfavorevole alla ricerca e alla sperimentazione poiché su ogni tentativo di sviluppo può incombere un azione legale.
La conseguente mancanza di importanti iniziative di ricerca ha dato origine ad un generico scetticismo sulle possibilità effettive della generazione eolica in quota a prescindere da quelli che sono i dati tecnici e gli studi che invece ne dimostrano le reali possibilità applicative.
- Una carenza: l'attenzione ed i finanziamenti alla ricerca sull’eolico in quota
E' chiaro che oggi l'Europa ha una grandissima necessità di sviluppare nuove tecnologie che siano adatte a fronteggiare il grande problema dei cambiamenti climatici e della produzione di energia, ma purtroppo le iniziative fin ora prese non sono riuscite a dare la giusta spinta allo sviluppo e alla sperimentazione nel promettente settore dell'eolico in quota.
L'Unione Europea infatti, all'uscita dei bandi di ricerca del VII° programma Energia 2007/2015 ha destinato tutti i fondi per la ricerca nel settore eolico allo sviluppo di campi industriali come quello dei mulini a vento ( già di per se ricco di risorse ) trascurando completamente il finanziamento della ricerca e dello sviluppo del settore dell'eolico in quota.
La stessa cosa è avvenuta con i bandi Italiani del Ministero dell’ industria.
- Un falso problema: Le zone di volo
L’obiezione più frequente che viene fatta all’ esposizione di un progetto di generazione in quota è quella che questi sistemi possano costituire un pericolo per il volo aereo.
Oggi tutti gli aerei sono dotati di sistemi di posizionamento satellitare per cui la delimitazione di parchi eolici o anche di singole strutture, purchè opportunamente segnalate, non costituisce il minimo impedimento alla navigazione aerea.
Già oggi esistono numerosissime aree interdette al volo e, come esemplificato nel progetto Sky wind power, la presenza di palloni aerostatici sul confine Stati Uniti - Messico ai fini di evitare il trasporti aerei illegali non ha mai determinato incidenti.
- Un semplice calcolo : l'efficienza dei sistemi
Il vento in quota spira con maggiore intensità e continuità rispetto al vento al suolo.
Salendo in quota 400 / 800 è facile incontrare venti che sono di intensità doppia rispetto a quelli intercettabili con un generatore eolico tradizionale che opera ad un altezza media di 70 metri. Al raddoppio della velocità del vento l ‘energia aumenterà con il cubo, ovvero di otto volte.
Inoltre in quota aumenta la durata del tempo durante il quale spirano venti utili alla generazione, per cui è realistico prevedere almeno un raddoppio delle ore di lavoro.
Indicativamente possiamo dire che a quote intermedie è disponibile un energia pari ad almeno 16 volte quella che si può avere in un sito già di per sé adatto alla generazione eolica
Appare evidente che anche una possibile minor efficienza dei profili alari dei sistemi di generazione in quota sarà irrilevante considerato il grandissimo incremento di energia disponibile.
- Una grande semplificazione : le strutture di sostegno
La captazione del vento in quota non necessita della realizzazione di strutture di sostegno, poiché tutte le ipotesi immaginate fino ad oggi determinano esclusivamente una trazione fra il punto di vincolo a terra o su nave e l’ elemento aerodinamico in quota, al contrario di quanto invece avviene nel caso dei grandi generatori che necessitano di torri di quasi 100 metri di altezza.
Quanto sopra non determina solo una grande riduzione di costi, ma soprattutto permette di posizionare con grande facilità i generatori per esempio su piccole piattaforme galleggianti o persino in acque profonde dove è molto difficile intervenire con altre tecnologie.
- L'impatto ambientale
Lo spazio occupato a terra è estremamente ridotto rispetto alla maggioranza degli altri sistemi e non presenta i problemi di inquinamento acustico che sono frequenti in zone densamente popolate.
Inoltre la possibilità di posizionare a quote relativamente alte i sistemi di generazione ne può ridurre al massimo l’impatto visivo.
Anche se per il momento non sono possibili valutazoni certe sull'impatto climatico che sarà prodotto dall'eolico per certo sappiamo che fonti come il petrolio producono una media di 725 grammi di anidride carbonica per ogni kw di energia prodotta.
- Guardando il cielo: l’ubiquità
Osservando la mappa dei venti che spirano in Europa a 80 metri di quota si nota come l’energia eolica a terra possa essere sfruttata solo in una piccola parte del territorio.
http://www.windpower.org/en/tour/wres/euromap.htm
Se invece ci alziamo in quota la situazione cambia completamente e, aggiungendo la possibilità di operare in mare, la maggioranza della superfice terrestre appare adatta allo sfruttamento dell'energia dei venti.
http://farm3.static.flickr.com/2356/1601661229_60b6c9ce4b.jpg
- Costi
La generazione eolica a terra nei siti ventosi del Mare del Nord ha un costo stimato in circa 0,06centesimi di euro a Kw, sicuramente il più basso costo, escluso l’idroelettrico, per quello che riguarda le energie rinnovabili. I sistemi in quota invece, molto più semplici nella struttura e nel funzionamento, si stima che abbiano costi dell’energia prodotta inferiori ad 0,01 euro a Kw.
La
semplicità delle strutture inoltre determina un decisivo abbassamento dei costi
di costruzione dell'impianto, sia del punto di vista finanziario ma anche dal
punto di costi energetici per la realizzazione .
Un ulteriore vantaggio appare legato ai bassi costi dei sistemi eolici in quota, tali da poter essere ammortizzati in pochi anni e da rendere i sistemi facilmente sostituibili qualora questa tipologia di generatori eolici risultasse superata da tecnologie più efficienti.
- Idee per lo sviluppo
Sono moltissimi i sistemi di produzione di energia che possono essere sviluppati, ma la generazione in quota nonostante le eccezionali potenzialità, appare incomprensibilmente come il sistema dotato di minori risorse per la ricerca e di minori aspettative
Gli ostacoli più importanti ci appaiono come già detto la privatizzazione della ricerca , l’ immotivato scetticismo sul settore e le preoccupazioni per l’occupazione dello spazio aereo
Per uno sviluppo rapido, vista la lentezza dei finanziamenti pubblici alla ricerca, pensiamo occorrano approcci non convenzionali come quello proposto da Google con il progetto 10^100 project cui partecipa il progetto Rotokite o ancor meglio iniziative come quella di Virgin che ha indetto un concorso con un importantissimo premio per la riduzione della Co2 in atmosfera
Realizzare un valido progetto dimostrativo di generazione eolica in quota potrebbe aprire una strada dalle prospettive oggi inimmaginabili.
E' possibile utilizzare il blog all'indirizzo http://xercesblue.blogspot.com come luogo di discussione.